Intervista ad Andrea Poletti, Presidente di “Andrea Poletti & Associati”

Abbiamo oggi la possibilità di leggere il parere di uno stimato professionista del Recruitment che ci racconta il suo punto di vista sulla nostra professione e su come sia importante essere sempre sé stessi durante una selezione.

Dopo la Laurea in Economia e Commercio presso l’Università Statale di Torino, ha fondato la Società che porta il suo nome e che è divenuta un punto di riferimento nella ricerca e selezione di personale nonché nella consulenza in ambito HR per le PMI.

E’ Andrea Poletti, Presidente di “Andrea Poletti & Associati” ed Assistente-Direzione.it ha avuto il piacere di intervistarlo per voi …

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ANDREA POLETTI

Assistente-Direzione.it: Buongiorno Dottore, quali sono i profili più ricercati in questo momento sul mercato del lavoro?

AP: Da sempre i profili più ricercati attengono all’area commerciale, nell’ultimo anno (2009 ndr) la tendenza si è ulteriormente accentuata in ragione della crisi economica a noi tutti nota, per cui le azienda hanno investito molto nella ricerca di figure di vendita.

AD: Ricercate anche Assistenti di Direzione?

AP: Si molto spesso; inoltre la logica sartoriale dell’azienda, che ho fondato, ben si sposa con la necessità implicita nella ricerca di un’assistente di direzione, figura che deve saper “prendere le misure” del manager, affinché possa soddisfare al meglio le sue esigenze.

AD: Come si svolge una vostra selezione di assistenti di direzione?

AP: Di fatto non ha un iter diverso dalle altre selezioni. Effettuiamo una ricerca da archivio a cui spesso abbiniamo la pubblicazione di un’inserzione pensata ad hoc sulla posizione e sul cliente. Sui curricula arrivati effettuiamo un primo screanning telefonico e poi procediamo con i colloqui di selezione. Tendenzialmente utilizziamo la metodologia dell’intervista struttura, ma in alcuni casi abbiamo preferito lo strumento dell’assestement.

AD: In quanto tempo riuscite a presentare una rosa di candidati (in particolare di Assistente di Direzione)?

AP: Come dicevo ci piace definirci dei sarti e quindi non abbiamo le tempistiche del “pret a porter”, generalmente in 3 settimane riusciamo a presentare una rosa di finalisti al nostro cliente.

AD: Quindi dopo avervi incontrati e non aver avuto più notizie, quanto tempo dobbiamo aspettare per dedurre che il colloquio non sia andato a buon fine?

AP: Questo è un argomento su cui sono molto sensibile, nessuno e dico nessuno dei nostri candidati è rimasto in attesa di una risposta. Sono profondamente convinto che il successo della nostra organizzazione sia dipeso in egual misura da clienti, fornitori e candidati.

Quindi abbiamo un profondo rispetto per i nostri candidati i quali vengono accolti con cortesia e calore dai nostri assistenti (a tutti offriamo un caffè o una bevanda in estate, una rivista, etc.), conduciamo il colloquio nel pieno rispetto della loro professionalità e a tutti diamo una risposta sull’esito del colloquio.

Quello che conterà sempre più nel futuro, è la flessibilità sapersi adattare a contesti e mercati in continuo cambiamento, pertanto anche le persone dovranno essere massimamente flessibili

AD: Le risulta che i profili e le competenze delle Assistenti di Direzione siano cambiati in questo particolare momento di crisi occupazionale? Se si, in che modo?

AP: Si, sono molto cambiati. Purtroppo assistenti di direzione ed amministrativi sono i profili professionali di carattere impiegatizio che più hanno sofferto dei tagli di personale. Di riflesso, chi ha saputo guardare avanti si è rimboccato le maniche lavorando sui tools oggi indispensabili: portafoglio linguistico e conoscenze informatiche. Sempre più spesso si presentano ai colloqui assistenti di direzione preparate, determinate e molto professionalizzate, non sempre purtroppo il mercato è pronto ad accoglierle.

AD: Quali sono le competenze ed i profili di Assistenti di Direzione che avranno più opportunità di collocazione sul mercato del lavoro nei prossimi anni?

AP: Sicuramente persone plurilingue, con ottime conoscenze informatiche e soprattutto disponibili a mettersi in gioco ogni giorno. Quello che conta oggi, e credo conterà sempre più nel futuro, è la flessibilità sapersi adattare a contesti e mercati in continuo cambiamento, pertanto anche le persone dovranno essere massimamente flessibili.

AD: Quali sono i canali di ricerca che utilizzate per trovare i profili di Assistenti di Direzione?

AP: Essenzialmente la nostra banca dati e le inserzioni web, che rappresentano oggi il miglior veicolo per reperire candidature “fresche” e finalizzate. Si stanno profilando sul mercato anche i social network, strumenti ancora acerbi per il recruiting, ma che rappresentano il futuro.

AD: Quando legge un CV, quali sono le caratteristiche che ricercate maggiormente in una Assistente di Direzione?

AP: Oltre alle ovvie competenze linguistiche ed informatiche ed alle altrettanto banali indicazioni rispetto a distanza dal luogo di lavoro e scolarità, ciò che conta di più è l’esperienza pregressa. Cerchiamo infatti delle attinenze tra ciò che ha svolto e quello che farà, oggi più che mai il tempo “non c’è” ed i  nostri clienti hanno bisogno di persone immediatamente operative.

AD: E quando invece incontra “de visu” una candidata, che informazioni o impressioni vuole raccogliere?

AP: Nel colloquio ciò su cui maggiormente ci concentriamo sono le caratteristiche personologiche, tutto il resto è stato vagliato nell’analisi del cv o nell’intervista telefonica. Non esistono “persone per tutte le stagioni” ogni organizzazione aziendale ha una sua natura ed una sua filosofia, si tratta di regole non scritte che un buon selezionatore deve “fiutare”. Il nostro compito è comprendere se quella persona inserita in quel contesto aziendale si troverà a suo agio o meno e quindi potrà esprimere al meglio le proprie caratteristiche. Questo è il lavoro più difficile di un selezionatore.

AD: Come si deve indicare sul CV un”incidente di percorso” lavorativo? Qual è il modo giusto di spiegarlo al momento del colloquio di selezione?

AP: Partiamo dal detto popolare che le bugie hanno le gambe corte, non esiste un modo giusto ed un modo sbagliato: bisogna scrivere e raccontare le cose esattamente come sono successe.

AD: Quali possono essere i classici “errori” che Le capita di vedere quando seleziona un’Assistente di Direzione?

AP: Il voler piacere a tutti i costi, snaturando la propria personalità, palesando doti che non si hanno e nascondendo le reali caratteristiche della propria personalità e professionalità, non ha che un unico effetto: si risulta finti. Come accennavo ogni organizzazione aziendale è un mondo a se, essere forzatamente aderenti ad un modello di successo non sempre premia.

AD: Potrebbe gentilmente dare un consiglio alla Community di Assistente-Direzione.it per quando si deve affrontare un colloquio di lavoro…

AP: Mi rifaccio a quanto detto prima: SIATE VERE! Presentatevi così come siete con i vostri punti di debolezza e di forza, le vostre caratteristiche personali e professionali. Non credo minimamente ai colloqui preparati a tavolino, si capisce che “avete acceso il registratore”. Utilizzate un abbigliamento adeguato ad un colloquio di lavoro, preparatevi ad affrontare parte dell’intervista in lingua, presentatevi qualche minuto prima rispetto all’orario dell’incontro ed affrontate con la massima serenità il vostro interlocutore. Si sembreranno consigli banali, ma vi assicuro che non lo sono.

 

Pubblicato sul sito Assistente-direzione.it in data 15.02.2010

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