Intervista ad Elena Schiera, Management Assistant a Pechino

Abbiamo la possibilità di vedere il mondo cinese attraverso gli occhi appassionati di una nostra connazionale che è testimone diretta del grande miracolo economico cinese.

Si chiama Elena Schiera, vive e lavora come Assistente di Direzione in Cina.

L’abbiamo intervistata per voi…

 

ELENA SCHIERA | Presidential Villa Diaoyutai State Guest House (Beijing)

ASSISTENTE-DIREZIONE.IT: Ciao Elena, dove lavori attualmente? … e di cosa ti occupi?

ELENA SCHIERA: Attualmente lavoro e vivo stabilmente a Pechino, ufficio e casa, a cinque minuti, camminando a piedi, per arrivare in piazza Tiananmen. Lavoro come Assistente della Direzione, ovvero come Assistente Personale del Chairman della Agenzia Governativa della Repubblica Popolare di Cina per il Settore e l’Industria Agro-Alimentare in Cina e, in particolare e personalmente, per la Divisione della Promozione dell’Industria Agro-Alimentare Italiana e della Dieta Alimentare Mediterranea nel territorio e nel mercato della Repubblica Popolare di Cina.

AD: Cosa ti ha portato in Cina?

ES: Mio fratello vive da 20 anni a Pechino e lavora per enti governativi e società multinazionali della Repubblica Popolare di Cina; è stato quasi inevitabile seguire il suo percorso che lo ha portato a lavorare e quindi a vivere a Pechino. Ed ora, eccomi qua a dire che anch’io vivo a Pechino dopo aver vissuto e lavorato a Milano per un’industria italiana, sempre del settore agro-alimentare, per quasi dieci anni, come assistente alla direzione.

AD: Quali sono le maggiori differenze che hai riscontrato nel mondo del lavoro tra Italia e Cina?

ES: Non parlerei di differenze nel lavoro, tra il nostro modo di lavorare e quello adottato in Cina; direi invece che l’intera impostazione e concezione del lavoro in Cina è antitetica ed aliena al nostro modo sia di lavorare che di organizzazione del lavoro stesso.

I cinesi hanno un assoluto rispetto della gerarchia e della disciplina aziendale. Concepiscono il lavoro come un gioco di squadra: vince la squadra, non l’individuo! Nessuno rivaleggia o tende a primeggiare, tutti tendono a meritarsi con orgoglio di appartenere ad una squadra vincente.

Dai superiori si ricevono ordini, compiti, responsabilità ed obbiettivi di lavoro, che si perseguono e mettono in pratica per il tramite di un lavoro di gruppo; è il gruppo per intero che vince o perde, che guadagna e prospera oppure fallisce.

AD: Sembra quindi che la differenza di mentalità più grande tra i italiani e Cinesi sia proprio lo spiccato senso di appartenenza dei Cinesi ad un Popolo, ad un Gruppo ad un’Azienda.
Questo “senso di appartenenza” si ripercuote positivamente anche nel mondo del lavoro e sembra essere infatti una delle chiavi del successo economico cinese.

Come si manifesta nel concreto nel mondo del lavoro questa caratteristica?

ES: Nessuno si permette di fare perdere del tempo ai superiori facendo domande per “capire meglio” e o “essere sicuri sul da farsi”. Tutti sanno che il gruppo di lavoro e’ impegnato nell’identificazione pratica delle “soluzioni ottimali” e delle “risposte adeguate” alle costanti sfide che la quotidianità del lavoro pone nel lavorare in azienda per il successo imprenditoriale e/o di mercato della stessa.

I colleghi cinesi sono concreti, pratici, pragmatici ed estremamente seri ed affidabili; lavorano per il proprio ufficio, lavorano per la propria azienda, lavorano per il gruppo a cui appartengono, lavorano per il proprio Popolo e sono orgogliosi di lavorare per il proprio Paese. Non operano mai per se stessi in senso individualistico o carrieristico; al limite lavorano per, e nell’interesse, della propria Famiglia.

Elena Schiera

AD: Quali sono gli orari di lavoro?

ES: Il settore terziario e dei servizi è attivo dalle 10 della mattina alle 10 della sera, un’ ora di pausa per i pasti, mezzogiorno e sera, sette giorni su sette. Ciascuno ha una sola giornata lavorativa settimanale di riposo ogni sei giorni di lavoro. Negli uffici di direzione, si lavora cinque giorni alla settimana, da lunedì a venerdì compreso, dalle 9 e 30 della mattina alle 5 e 30 del pomeriggio con  un’ora di pausa a mezzogiorno.

AD: Con che strumenti e metodologie si lavora negli uffici ?

ES: Negli uffici di direzione, si lavora fisicamente fianco a fianco con i propri colleghi, con strumentazioni e tecnologie elettroniche di lavoro e comunicazione all’avanguardia: al meno 15 anni più avanti di qualsiasi altro Paese (Stati Uniti e Giappone compresi!).

Per le comunicazioni telefoniche ogni dirigente o quadro o impiegato dell’ufficio, e’ rintracciabile e identificabile tramite un numero telefonico mobile cellulare, che si utilizza per comunicazioni in “tempo reale” con il continuo interscambio di SMS e o MMS, di fatto, 24 ore su 24.

AD: … ed il telefono e la posta classica?

ES: Le conversazioni telefoniche vocali classiche avvengono solamente per il tramite elettronico del computer e non si usa assolutamente più inviare e o ricevere fax.

Se si riceve posta o la si invia, ciò avviene unicamente per il tramite di corrieri internazionali, in particolare DHL e oppure UPS.

AD: … e l’e.mail?

ES: La posta elettronica e’ utilizzata unicamente per la corrispondenza privata.
Nelle aziende, si usa l’e.mail solamente per la trasmissione di documentazione; si allegano delle copie elettroniche dei contratti e/o dei documenti legali sempre a colori e in alta definizione, mai in bianco e nero. Nonostante ciò, i documenti elettronici non hanno alcun valore legale e quindi per la stipula degli stessi è obbligatorio ricevere ed inviare gli originali cartacei a mezzo corriere interno o internazionale.

AD: La Cina è un “mondo” ancora molto sconosciuto per noi europei; al di là degli stereotipi della TV, come si vive concretamente a Pechino?

ES: Si vive come in una città che e’ il centro politico, finanziario, economico, culturale di un miliardo e quasi quattrocento milioni di cinesi!
Si vive  come in una metropoli dove si sono tenute le Olimpiadi del 2008, dove la moda, la musica, l’arte, i negozi, gli hotel, i ristoranti sono oramai tra i migliori al mondo.

Forse in Italia non ci siamo ancora resi conto che la Cina, con la sua capitale Pechino, è oramai diventata una potenza economica e una capitale mondiale della cultura.
Shanghai cerca di scimmiottare Parigi in Asia; Pechino è invece autentica, unica, originale ed innovativa, impregnata di energia creativa, di entusiasmo, di futuro, e … di denaro che scorre come un fiume in piena pronto a straripare, dove tutto e’ possibile e intentabile perchè vi sono i denari da investire per realizzarlo.

AD: Vuoi raccontarci cosa ti è sembrato “a pelle” veramente diverso tra Italia e Cina?
Come vieni considerata dai cinesi che incontri o frequenti? … Che attitudine hanno – nella tua esperienza – nei confronti di “una italiana a Pechino”?

ES: I cinesi non ti giudicano per come ti vesti, per quello che dici, da quale Paese arrivi, quale e’ il tuo credo politico o religioso, il tuo stile di vita, se sei giovane o vecchia, uomo o donna. Essi danno unicamente importanza a come ti comporti e ti mettono alla verifica dei fatti. Stanno a guardare quello che fai (o che hai fatto) e a come ti comporti.

Se li rispetti con educazione, sono un popolo meraviglioso che e’ tollerante di tutte le diversità, che non discrimina, non giudica. Sono veramente ospitali e ti fanno sempre sentire la benvenuta come in casa propria e nella propria famiglia.

La mia opinione però si riferisce alla mia esperienza che io descriverei come “vivo in Cina, sempre e solamente con i Cinesi e secondo usi e consuetudini Cinesi”. Molti altri Italiani in Cina, lavorano con i Cinesi, ma si frequentano e vivono in un mondo separato costituito solamente da Italiani che vivono “temporaneamente” in Cina; e poi se li ascolti parlare noterai che si riferiscono ai Cinesi sempre come a “Cinesine e Cinesini”.

AD: Per il 2010, nonostante la crisi economica a livello mondiale che non ha risparmiato nessun paese, si prevede comunque in Cina una crescita record del PIL rispetto alle % minime alle quali siamo oramai abituati in Europa. Sembra quindi essere la Cina il mercato del momento e del futuro?

ES: La Cina non e’ il futuro, e’ inesorabilmente oramai il passato prossimo e il presente attuale del “nostro” intero futuro.

Solo in Italia si scrivono e pubblicano libri che hanno per contenuto ” La C-INDIA “. Ho letto da qualche parte che in India, l’Italia avrebbe un grande futuro perchè gli Indiani parlano tutti l’inglese e pensano al “business” con una mentalità molto vicino alla nostra, forse… forse anche perchè tutti gli Italiani parlano fluentemente l’inglese e noi – primi tra gli altri – abbiamo saputo riconoscere nell’India, il futuro finanziario, economico e di mercato del nostro mondo intero, o no!?

Il problema, secondo me, sorge dal fatto che tutti gli “esperti italiani di Cina” non lavorano e vivono in Cina in questo momento! Momento “storico” di vero e proprio “Rinascimento” della Cina nel suo intero insieme.

AD: Ci racconti un aneddoto che ti piace ricordare della tua esperienza di vita o lavoro in Cina?

ES: Ho chiesto una volta ad un Italiano che ha vissuto in Cina per 30 anni a Pechino se si riteneva o meno un esperto di Cina o di Cinesi avendo vissuto la Sua intera vita da adulto in Cina e mi e’ molto piaciuta la Sua risposta che Vi ripeto: “io non sono un esperto della mia vita e del lavoro che ho trascorso per intero in Cina tra i Cinesi, io parlo, leggo e scrivo la lingua cinese e qualche volta mi e’ capitato che i Cinesi mi capissero ascoltandomi e leggendomi, altre volte ho creduto di comprenderli ascoltandoli e leggendoli, comunque sia, ci siamo capiti con il cuore e con la mente della buona educazione e del rispetto reciproco; non sono uno scienziato e quindi non sono un Sinologo, perchè io non studio il Popolo Cinese come una specie molto prolifica di insetti intelligenti; io direi senz’altro che sono un CINO-filo … perchè dopo l’intera mia vita passata vivendo e lavorando con Loro …io amo i Cinesi.”

AD: Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

ES: Rispondendo alle Vostre domande ho pensato che potrei iniziare a tenere un mio diario personale intitolandolo… “Affari personali e di lavoro di una Assistente di Direzione a Pechino”, … e ogni tanto Vi passerò qualche pagina “cinofila” da leggere.

AD: Certo, sarà un vero piacere poi noi tutte leggere il seguito delle tue avventure cinesi!

Ringraziamo e salutiamo quindi Elena per la sua testimonianza veramente interessante. Tutta la redazione di Assistente-Direzione.it le fa un enorme “in bocca al lupo!” ed a questo punto … aspettiamo con impazienza una nuova puntata di…

 “Affari personali e di lavoro di una Assistente di Direzione a Pechino”

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