Intervista ad Ilaria Cattaneo, Permanent Placement Specialist presso Openjob Consulting, Milano

Cosa vogliono conoscere di noi gli specialisti della selezione del personale quando li incontriamo per un colloquio di lavoro? Quali sono le caratteristiche che osservano in noi? Quali utili consigli potrebbero darci?

Abbiamo oggi la possibilità di scoprirlo e di porre le nostre domande ad una specialista del recruitment.

E’ Ilaria Cattaneo, Permanent Placement Account di Openjob, nota società di ricerca e selezione del personale …

 

Ilaria Cattaneo

ASSISTENTE-DIREZIONE.IT: Buongiorno Dottoressa Cattaneo, potrebbe gentilmente presentarsi alla nostra community…

ILARIA CATTANEO: Mi chiamo Ilaria Cattaneo, vivo in provincia di Milano, a Legnano.

Mi considero una apolide: negli anni ho viaggiato moltissimo e ho vissuto circa un anno in Cina.

AD: Ci presenti la Sua attuale occupazione…

IC: Mi occupo di permanent placement – ricerca e selezione di profili per il middle ed executive management ed opero nell’area Ovest della Lombardia. Gestisco il contatto con le aziende committenti e definisco insieme al referente delle risorse umane il processo di selezione.

AD: Quali sono i profili più ricercati in questo momento sul mercato del lavoro?

IC: Le figure più richieste attualmente sono per l’area tecnica nel project management, per l’area operation profili per il plant management con importanti esperienze da aziende modernamente organizzate, e per ciò che concerne l’area faciliy profili quali assistants, office managers con skills consolidate in realtà strutturate e multinazionali.

AD: Quali sono i canali di ricerca che utilizzate per queste ricerche?

IC: Per la ricerca dei profili utilizziamo “Job Sites” con banche dati di curricula, siti in cui i candidati possono inserire il proprio curriculum vitae permettendo alle aziende o società di selezione di prenderne visione. Lo strumento attualmente più usato è il Business Social Network, innanzi tutto è free, permette il contatto veloce e a volte anche meno formale. Sono siti che offrono anche cultura su vari argomenti attraverso l’attività dei gruppi.

Può capitare di fare hunting: la caccia delle teste, solo su richieste del committente.

Per la selezione, il processo normalmente consiste in un primo screening attraverso una  intervista telefonica, un colloquio vis à vis in cui facciamo emergere oltre al macthing con la job description di riferimento, caratteristiche personali e reali motivazioni al cambio professionale. Per la competenza linguistica somministriamo test scritti e una breve conversazione (per le lingue più comunemente richieste). Il ruolo di Assistente di Direzione ha anche un altro elemento non di poco conto: standing. Il referente con cui collaborerà la candidatura è molto esigente nella selezione, deve avere precise caratteristiche: il feeling è la prima prova che deve superare il colloquio in azienda.

AD: Quando legge un CV, quali sono le caratteristiche che valuta maggiormente in un’Assistente di Direzione?

IC: Il curriculum studiorum è importante: la cultura generale, l’approfondimento attraverso corsi di aggiornamento, anche come spende il tempo libero con attività che possano arricchire il bagaglio. In secondo luogo il tipo di esperienze fatte, il tipo di aziende datori di lavoro e in ultimo come vengono descritte le mansioni svolte. Aggiungerei, ma in generale e non solo per l’assistente di direzione, l’indicazione nei propri dati personali, il proprio account e.mail: deve essere professionale e non usare quello per corrispondenze frivole. Mettere sempre nome e cognome anche abbreviati: potrebbe sembrare di poca importanza, in realtà potrebbe essere la ciliegina sulla torta.

AD: E quando invece incontra “de visu” una candidata, che informazioni o impressioni vuole raccogliere?

IC: La candidatura racconta le proprie esperienze e il recruiter valuta le capacità espositive, l’atteggiamento, il livello di riservatezza nel raccontare episodi e con domande particolari devono emergere problem solving, rispetto delle scadenze nel proprio lavoro quotidiano, la capacità di sostenere lo stress lavorativo.

AD: Ha un aneddoto che vuole raccontarci? … Magari una storia o un profilo che l’ ha colpito particolarmente?

IC: Vorrei raccontare di una candidata che ho incontrato di recente per la posizione di Executive Assistant per un importante gruppo societario: mi ha colpito particolarmente perché mi ha mostrato un book personale con una raccolta dettagliata di articoli e schede anagrafiche (aveva nascosto dati personali dei referenti) delle aziende e dei referenti per cui aveva lavorato nella sua lunga vita lavorativa. Ha nel tempo mantenuto viva la cultura dell’azienda e raccogliendo con meticolosità tutte le date, o caratteristiche personali e lavorative dei referenti manteneva vivo un rapporto anche dopo la cessazione del contratto. Dimostrava una passione per il proprio lavoro trasformandolo quasi in una missione.

AD: Potrebbe dare un consiglio alla Community di Assistente-Direzione.it per quando si deve affrontare un colloquio di lavoro…

IC: Il primo biglietto da visita è il proprio curriculum vitae: scrivere in modo corretto, non fare curricula di troppe pagine e lettere di presentazioni troppo lunghe. E’ sufficiente indicare la motivazione della candidatura e  la disponibilità per essere contattate. Affrontare il colloquio con atteggiamento positivo, rispondere alle domande senza divagazioni sul tema, mai commentare negativamente precedenti esperienze e mai e ripeto mai, scendere nel pettegolezzo. Evitare di gesticolare, l’arte oratoria non prevede coreografie. Fare domande: la curiosità è un atteggiamento positivo. Trasmettere sicurezza, autostima e autocritica.

E permettetemi in quanto donna: l’ordine personale senza eccessi, sobrietà.

 

 

 

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