Intervista a Monia Gramanzini, Development Assistant nel settore “Real Estate”

MONIA GRAMANZINI

ASSISTENTE-DIREZIONE.IT: Ciao Monia, ci racconti qualcosa di te?

MONIA GRAMANZINI: Sono una persona curiosa ed avida di novità, mi piace leggere, viaggiare e adoro il cibo. Mi piace stare in compagnia, e sono molto fortunata ad aver incontrato tante persone diverse che mi hanno arricchita tantissimo.

AD: Possiamo chiederti quanti anni hai?

MG: Sono nel mezzo del cammin della mia vita, come direbbe Dante… ho 35 anni.

AD: In quale azienda lavori e che posizione ricopri?

MG: Lavoro per la Foruminvest, una società olandese che sviluppa centri commerciali. Lavoro nel’ufficio commerciale.

AD: Da quanto tempo ricopri questo ruolo?

MG: Quasi cinque anni.

AD: Come hai iniziato la tua carriera? e come è proseguita fino ad oggi?

MG: Ho iniziato con uno stage in EDS, una multinazionale americana. Ho avuto un battesimo professionale unico: il mio team leader è stato in grado di rendermi indipendente nel mio lavoro di consulenza (seguivo la creazione di negozi elettronici per il cliente Consip) dopo sole quattro riunioni. Mi ha insegnato come si lavora ad un progetto e soprattutto come si lavora in squadra. I suoi insegnamenti mi hanno accompagnata in tutte le mie esperienze.

Hai avuto molteplici esperienze di lavoro; per quale di queste ti senti più portata?

MG: Mi piace moltissimo quello che sto facendo adesso, sapere di essere parte di un progetto grande ed impegnativo come un centro commerciale mi stimola e mi spinge ad informarmi sempre di più.

Com’è una tipica giornata del tuo lavoro?

MG: La cosa più bella del mio lavoro è che non ho una giornata tipica, abbiamo giornate molto varie e particolarmente intense!

Quale spazio di autonomia ti lascia il tuo responsabile nello svolgimento delle tue attività?

MG: Tantissimo. Chiaramente mi confronto costantemente con lui, siamo riusciti a costruire un rapporto molto solido di condivisione e di confronto costante.

Quali sono i software che utilizzi maggiormente o che trovi più efficaci?

MG: Il “classico” pacchetto Office è il mio pane quotidiano.

Abbiamo visto che hai studiato il Giapponese ed hai anche vissuto un anno in Giappone. Ci vuoi raccontare qualcosa di quel periodo che possa farci meglio comprendere un paese tanto diverso dall’Italia?

MG: E’ stata una splendida esperienza di vita: dal punto di vista della mia preparazione, ho potuto “vedere” dal vivo ciò che avevo studiato sui libri. Confrontarsi con una civiltà tanto diversa dalla propria, poi, fa’ sì che si mettano da parte le proprie radici, in modo tale da poter comprendere meglio la realtà in cui si vive. Quando si vive in un paese straniero, ci si dovrebbe comportare come quando si è ospitati a casa di qualcuno: con il massimo rispetto, e con il desiderio di imparare regole di vita, di galateo e soprattutto come funziona la società con cui ci si rapporta.

Cosa hai apprezzato maggiormente dello stile di vita e di lavoro dei giapponesi?

MG: Quello che mi ha particolarmente colpito dei giapponesi è il loro modo di rapportarsi alla natura: vivendo in una terra che è bersaglio di terremoti, tifoni e tsunami, ho ammirato la loro capacità di non attaccarsi alle cose materiali. Se ci si pensa, un giapponese medio esce di casa sapendo che con una forte scossa il palazzo in cui vive potrebbe essere ridotto ad un mucchietto di polvere: ecco perché riescono ad essere un po’ più “sanamente” fatalisti. Dico “sanamente” perché in Occidente crediamo di essere gli unici autori del nostro destino, quando invece molto spesso delle contingenze impreviste ci portano a cambiar strada…e non riusciamo ad accettarlo.

AD: Ritieni che sia importante la formazione nel tuo ruolo?

MG: E’ fondamentale. La formazione diventa un bagaglio culturale e di esperienza che ti presenta, come un biglietto da visita, nel mondo del lavoro.

AD: Qual è stata la più grossa sfida che hai dovuto affrontare nel tuo lavoro?

MG: E’ una sfida che sto ancora sostenendo: il mondo del real estate è molto “maschile”, e lascia poco spazio alle donne. Mi piacerebbe, senza indulgere alle idee delle quote rosa, che ci fosse più spazio per le donne in questo campo.

AD: Quali sono le 3 maggiori “competenze” (oggi si usa molto dire: Skills) che ritieni importanti per ricoprire bene il tuo attuale ruolo?

MG: La capacità di mediazione, il famoso “problem solving” ed il saper sorridere.

AD: Hai lavorato per diversi mesi anche come Executive Assistant. Durante quel periodo, cosa ti ha colpito di più della professione?

MG: Grazie anche al mio responsabile di allora, ero certa di avere una posizione “fulcro” all’interno dell’azienda: era molto stimolante poter vedere da vicino la creazione di nuove realtà lavorative e di possibilità di sinergie professionali.

AD: Visto che hai già avuto l’opportunità di conoscere diversi settori lavorativi in diversi Paesi (Giappone, Italia, UK), quale consiglio daresti alle colleghe della nostra Community per inserirsi al meglio e rapidamente in un nuovo ambiente di lavoro?

MG: Avere senza dubbio molta flessibilità, apertura mentale e non dare mai nulla per scontato, considerando sempre che ogni problematica può essere osservata da vari punti di vista.

AD: Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

MG: Quello che mi interesserebbe, in questo momento, sarebbe occuparmi del trade marketing in qualche società che opera nel mondo del retail: sarebbe per me la possibilità di mettere a frutto, in un’unica soluzione, la mia esperienza attuale nel mondo retail e quella pregressa nel marketing.

 

Pubblicato sul sito Assitente-direzione.it il 22.03.2010

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