Intervista a Samantha Dara, Head Hunter & Personal Coach nel settore Formazione e Selezione del Personale

Samantha Dara

ASSISTENTE-DIREZIONE.IT: Buongiorno Dottoressa Dara, potrebbe gentilmente presentarsi alla nostra Community?

SAMANTHA DARA: Buongiorno, sono veramente felice di entrare in contatto con tutti i lettori e le lettrici di questo sito.. Ho 41 anni e da più di dieci anni lavoro nella Selezione, Formazione e Sviluppo del Personale dapprima in azienda e poi in qualità di Head Hunter e Personal Coach. I miei clienti sono per lo più aziende internazionali di dimensioni medio grandi e con contesti organizzativi complessi. Svolgo inoltre attività di aula e di personal coaching fra l’altro proprio anche alle Assistenti di Direzione.

AD: Bene, quindi ha un buon punto di osservazione per valutare il ruolo dell’Asssitente di Direzione nel mercato.

SD: Non lavorando per un’unica realtà posso oramai affermare di conoscere abbastanza bene il panorama delle aziende in Italia e di poter rilevarne gli aspetti di maggior interesse e criticità. Proprio in relazione a questi scenari così molteplici anche il ruolo dell’assistente di direzione sta cambiando e continua ad essere molto diverso da azienda ad azienda.

AD: Ci parli della sua esperienza nella selezione di Assistenti di Direzione.

SD: Nel corso del mio lavoro mi sono spesso trovata ad effettuare una selezione per un’Assistente di Direzione e, sebbene il ruolo fosse stato sempre diverso, l’aspetto più interessante su cui vorrei porre l’attenzione è che cercare un assistente per un Manager equivale a cercare uno dei principali collaboratori del suo team di lavoro. Voglio dire che ciò che la persona richiede è di avere un collaboratore che sappia perfettamente entrare in sintonia con lui/lei ed imparare a rispondere ed addirittura anticipare i bisogni suoi e della sua Direzione di appartenenza.

Bisogna periodicamente inviare il proprio curriculum o registrarsi sul sito di un’azienda…  poi essere presenti sui siti specializzati nella selezione del personale ed infine anche mandare il proprio curriculum alle principali società di Ricerca del Personale

AD: Quali sono i canali di ricerca che utilizza per trovare i profili di Assistenti di Direzione? 

SD: Oggi non possiamo non tenere conto dei nuovi strumenti che la tecnologia ci ha messo a disposizione: conseguentemente posso affermare che accanto agli strumenti più tradizionali quali i curricula che arrivano o spontaneamente alle aziende attraverso la sezione Career del proprio sito internet o in risposta ad un annuncio pubblicato su un sito specializzato, sempre più di frequente utilizzo i social network quale Linkedin per entrare in modo diretto in contatto con candidati interessanti.

AD: Qual è il modo più efficace per catturare la vostra attenzione se vogliamo segnalare il nostro profilo all’azienda?

SD: Sicuramente la cosa importante quando ci si vuole affacciare sul mercato del lavoro per trovare nuove opportunità è quello di esserci: il che significa farsi trovare. Tante volte, bisogna essere visibili e “trovabili” al momento giusto: quindi non tralasciare nessuna possibilità. Bisogna periodicamente inviare il proprio curriculum o registrarsi sul sito di un’azienda, qualora naturalmente ne abbia uno, poi essere presenti sui siti specializzati nella selezione del personale ed infine anche mandare il proprio curriculum alle principali società di Ricerca del Personale. Non da ultimo non trascurare la propria presenza sui social network più seri.

AD: Quali sono le competenze professionali che predilige in un CV per assumere un’Assistente di Direzione?

SD: Direi che occorre distinguere nettamente se si parla di una candidatura junior o già con diversi anni di esperienza. In ogni caso quando parliamo di competenze professionali più interessanti parlo mediamente dell’ ottima conoscenza di almeno una lingua straniera e dei principali applicativi software. Queste naturalmente sono le caratteristiche che di media devono essere presenti per valutare poi tutta una serie di qualità magari meno facilmente descrivibili in un curriculum ma altrettanto fondamentali quali la riservatezza, la pro attività, la capacità organizzativa e la disponibilità ad orari flessibili.

AD: … e quando invece incontra “de visu” una candidata, che informazioni o impressioni vuole raccogliere?

SD: Come dicevo prima al di là di alcuni requisiti di base che, soprattutto per le posizioni di maggior livello e complessità vanno quasi dati per scontati, per me è fondamentale valutare le caratteristiche “personali” di un candidato per capire se riuscirà a stabilire una buona intesa con il proprio responsabile. La sintonia professionale che si deve creare è il requisito indispensabile per un inserimento soddisfacente di un’Assistente di Direzione.

Inoltre ciò che valuto con grande attenzione  è se la persona che ho davanti può essere in linea con la filosofia dell’azienda per cui si è presentata. Sicuramente chiunque lavora in un’azienda ha imparato a leggerne i codici, ebbene quando svolgo una selezione per cercare un’Assistente di Direzione per un’azienda mia cliente devo tenere presente questa sorta di DNA che è uno dei principali fattori di valutazione su cui misuro le caratteristiche di ciascun candidato.

… purtroppo oggi è frequente che le persone possano incorrere in spiacevoli episodi e non sanno come spiegarli nel corso del colloquio: è importante saper trasformare qualunque punto di debolezza in un punto di forza ma soprattutto affrontare questi argomenti con sincerità, intelligenza ed anche un pizzico di furbizia

AD: A Suo parere le aziende investono nella formazione delle Assistenti di direzione ?

SD: Devo purtroppo constatare, soprattutto in questo momento di forte recessione economica, che il budget per le attività di formazione è il primo che viene limato dalle aziende: conseguentemente se il budget aziendale per la formazione di questa categoria professionale è in linea con i valori medi del mercato  denoto che l’interesse di queste figure per lavorare su un continuo miglioramento personale le ha portate spesso ad iniziative personali: penso appunto ad attività di personal coaching che mi trovo spesso a sviluppare.

AD: Gli uomini stanno entrando senza complessi nella professione di Assistente. Su quali aspetti potrebbero incontrare maggiori difficoltà rispetto alle donne e dove invece, potrebbero dare un valore aggiunto alla nostra professione?

SD: Trovo molto interessante questa osservazione perché effettivamente per questa categoria professionale oggi vengono presi in considerazione con maggiore frequenza rispetto al passato anche gli uomini: elemento questo che avvalora il mio pensiero che il ruolo di Assistente di Direzione sta subendo consistenti modifiche.

Naturalmente ricoprono questo ruolo con differenti sfumature tuttavia potrei indicare se non proprio come difficoltà sicuramente come criticità la sensibilità ed il savoir faire che sono doti che contraddistinguono noi donne e che sono assolutamente indispensabili per svolgere con successo questo ruolo. Inoltre trovo che le donne, per i compiti impegnativi che svolgono anche nella quotidianità familiare, riescono ad operare su più fronti con un’ottima resistenza allo stress.

Gli uomini invece possono fornire un valore aggiunto in termini di riservatezza, pragmatismo e concretezza arricchendo il ruolo di Assistente con contenuti sempre più strategici. Con gli uomini, inoltre, non scattano meccanismi di competitività o insicurezza che invece mi è capitato di riscontrare fra un Responsabile donna e la sua assistente.

AD: Quali possono essere i classici “errori” o “cadute di stile” che Le capita di vedere quando seleziona una Assistente di Direzione?

SD: Sicuramente bisogna stare attenti allo standing personale: chiaramente non mi riferisco a canoni estetici ma sbagliare il modo di presentarsi ad un colloquio può inficiare tutta la selezione.  Mi è capitato di incontrare in un primo colloquio una candidata con un esito positivo ma al secondo colloquio per eccessivo interesse nei confronti della posizione o per un errore di valutazione ha completamente sbagliato il modo di presentarsi ed ha perso un’ interessante opportunità. Un’altra caduta di stile assolutamente da evitare consiste nel dimenticare un requisito essenziale di questo ruolo: la riservatezza. Rivelare particolari riservati del contenuto del proprio lavoro oppure esprimere giudizi troppo critici nei confronti dell’azienda e/o del proprio capo sono atteggiamenti mai positivamente valutati.

AD: Dove pensa possa ricollocarsi un’Assistente di Direzione che volesse cambiare radicalmente ruolo?

SD: Per rapporto alla propria area di competenza, cioè se ha svolto fin ora questo ruolo in una direzione Retail, Commeciale, HR o PR, direi che un’Assistente di Direzione ha diverse possibilità di evoluzione; cito casi concreti: ho personalmente conosciuto Assistenti di Direzione in area Retail che sono diventate  junior buyer e poi hanno intrapreso un’interessante crescita nel settore o un’Assistente di Direzione Licenze che è poi diventata Assistant License Manager per una categoria merceologica della propria azienda fino a poi ad assumerne il ruolo di maggior responsabilità.

Inoltre le Assistenti di Direzione spesso si possono evolvere fino a diventare Office Manager.

Le possibilità ci sono bisogna avere l’opportunità ma anche la volontà di prepararsi per poterle cogliere.

AD: Quali potrà essere l’evoluzione del ruolo di Assistente di Direzione nei prossimi anni?

SD: Il ruolo  dell’Assistente di Direzione sta progressivamente subendo un cambiamento assumendo spesso un ruolo più strategico e meno meramente esecutivo: chi saprà prepararsi con un bagaglio culturale approfondito ed internazionale potrà trovarsi pronto a crescere in un ruolo che può offrire interessanti sviluppi di crescita professionale.

Vorrei chiudere con uno spunto per tutte le vostre lettrici e lettori:

purtroppo oggi è frequente che le persone possano incorrere in spiacevoli episodi che una persona teme possano rovinare il proprio curriculum e talvolta non sanno affrontarli e spiegarli nel corso del colloquio: è importante al contrario non solo, come la scuola anglosassone insegna, saper trasformare qualunque punto di debolezza in un punto di forza ma soprattutto affrontare questi argomenti con sincerità, intelligenza ed anche un pizzico di furbizia. La crisi economica dei nostri tempi ha reso alcune situazioni abbastanza comuni per cui non vanno vissuti con vergogna bensì con maturità e pacatezza e ciò va trasmesso nel corso dell’intervista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *