Nozioni di base sul Bilancio d’Impresa

AssistenteDirezione.it: Ci avete scritto in molti per chiederci se fosse possibile affrontare dei temi di formazione attraverso l’esperienza diretta di professionisti del settore. La sfida è però trattare argomenti anche complessi senza risultare “noiosi”.

Un primo argomento che trattiamo è inerente al Bilancio d’Azienda.

Quindi prima diamo una breve definizione del bilancio…

 

ROBERTO TODESCHINI

Roberto Todeschini: Bene, diciamo che il bilancio d’esercizio è l’insieme dei documenti che un’impresa deve redigere periodicamente, allo scopo di rappresentare in modo veritiero, chiaro e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria al termine del periodo amministrativo, nonché il risultato economico dell’esercizio.

AD: Ora parliamo dell’importanza del bilancio nei rapporti tra le imprese ed il mondo esterno.

RT: Il bilancio di esercizio di una azienda è un documento sempre più importante, pregnante, decisivo a causa del bisogno via via crescente per le imprese di fornire non solo ai soci bensì alla collettività, informazioni qualitative e quantitative

  • sul proprio patrimonio
  • sulla propria redditività
  • sulle prospettive future

Inoltre la richiesta che da più fonti esterne perviene alle imprese in merito alle medesime informazioni, rende il bilancio di esercizio lo strumento principe con il quale l’impresa si connette al mondo esterno.

In esso i lettori più attenti ed esperti possono trovare spunti riflessivi non indifferenti circa l’azienda che ha redatto il documento.

Ancor più tali “vantaggi” sono evidenti da quando l’Italia adeguandosi alla ormai famosa IV Direttiva CEE ha legiferato in tal senso (vedasi il Codice Civile)

  • determinando l’esatto contenuto minimo e la forma obbligatoria dei documenti che compongono il bilancio;
  • determinando i criteri di formazione cui gli amministratori devono attenersi;
  • determinando il livello di informativa e di descrizione dell’attività passata e di quella prospettica.

AD: Ma in pratica in cosa consiste il bilancio ?

RT: Tecnicamente il bilancio così definito si compone di 3 documenti che devono essere redatti dall’azienda:

A)    lo Stato Patrimoniale

B)    il Conto Economico 

che sono “tabellari” e numerici

C)     la Nota Integrativa ( documento invece più descrittivo e discorsivo ) che ha lo scopo principale di argomentare i numeri esposti nei due documenti precedenti.

Questi sono i documenti fondamentali del Bilancio; a corredo degli stessi vi sono poi

D)    la Relazione sulla Gestione e

E)     la Relazione del Collegio Sindacale in qualità di organo di controllo esterno (laddove previsto e/o voluto).

AD: Incominciamo dal primo… lo Stato Patrimoniale, di cosa si tratta?

RT: Lo Stato Patrimoniale, come dice il nome stesso, esprime e dettaglia la composizione del patrimonio aziendale, cioè l’insieme di tutti quei valori e beni che hanno la caratteristica specifica di permanere in azienda per più esercizi (l’esercizio per semplicità può essere inteso come coincidente con un anno solare) o di essere per lo meno potenzialmente destinabili a ciò arrecando quindi la loro utilità all’impresa anche per molti anni.

Si pensi ad esempio a:

  • un capannone industriale,
  • le attrezzature,
  • gli automezzi,

ma anche:

  • brevetti, marchi, diritti d’autore,
  • le giacenze di magazzino,
  • i crediti verso clienti o terze parti,
  • le disponibilità bancarie, postali, ecc…

Sempre nel Patrimonio si trovano anche delle voci ( c.d. passive ) che sono:

  • i debiti verso i fornitori, verso gli enti previdenziali ed assistenziali, verso i dipendenti, verso gli istituti di credito o qualsiasi altro finanziatore a vario titolo;
  • i fondi di accantonamento per gli obblighi di legge verso il personale dipendente (TFR cioè la c.d. “Liquidazione”), verso collaboratori, agenti di commercio, intermediari, amministratori;
  • i fondi per far fronte in futuro a rischi ed oneri dei quali si conosce il “QUANTUM” ( cioè l’ammontare) ma non l’”AN” (cioè il “se” tali rischi si verificheranno veramente).  Sono ad es. Il Fondo svalutazione cambi monetari, fondo svalutazione crediti (per i crediti che rimarranno forse insoluti, ecc.)

Nello Stato Patrimoniale si trova quindi il patrimonio netto della società definibile in pratica come l’insieme del capitale sociale inizialmente investito dai soci ed incrementatosi nel corso del tempo grazie al realizzo di utili accumulati, investiti in azienda e non distribuiti ai soci.

AD: Così sommariamente e sinteticamente esposto, lo Stato Patrimoniale esprime e quantifica quanto “le spalle dell’azienda sono larghe”.

RT: Non è un documento atto a descrivere i flussi, bensì a rappresentare la consistenza ed il contenuto di quel grande contenitore che si chiama “azienda”. Lo stato patrimoniale può considerarsi come una “foto istantanea dell’azienda” in un dato momento.

AD: Lo Stato Patrimoniale è quindi tutto quello che si trova dentro l’azienda sia fisicamente (l’immobile, i macchinari, ecc.) che solo contabilmente (i crediti, debiti, ecc.): chiarissimo!

E invece… il Conto Economico ?

RT: Viceversa il Conto Economico riassume, con una predefinita classificazione delle voci il complesso dell’attività reddituale dell’azienda.

Le voci sono classificate per loro natura e non per loro destinazione così da rendere bilanci di diverse società il più possibile omogenei tra loro nella lettura ed interpretazione.

Parliamo dunque dei flussi positivi (ricavi) e negativi (costi).

Nel conto economico affluiscono quindi tutte le voci di costo e di ricavo che sono state sostenute dall’azienda per svolgere la propria attività in un esercizio (che ricordiamo dura 365 giorni).

La differenza tra i Ricavi ed i Costi si definisce utile dell’esercizio ed esprime quanto l’azienda nel dato periodo è riuscita a produrre al netto di ogni pagamento, tassa, e quant’altro.

AD: Ah… finalmente: “l’UTILE di esercizio” il desiderio di ogni imprenditore…

RT: Esatto, la differenza tra i Ricavi ed i Costi è l’utile dell’esercizio.

Tale utile “al netto di tutto“ può poi ragionevolmente essere accantonato nel Patrimonio dell’azienda ( si veda qualche riga più sopra quando parliamo di Stato Patrimoniale) oppure essere una ricchezza da distribuire ai soci sotto forma di c.d. “dividendo”.

AD: Quindi l’utile può essere reinvestito per comprare ad esempio dei nuovi macchinari per l’azienda oppure anche distribuito ai Soci come loro remunerazione.

Tutto chiaro: ed il 3° documento del Bilancio? La Nota Integrativa?

RT: Nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico esistono solo liste di nomi con accanto una cifra  mentre la Nota Integrativa ha lo scopo di argomentare in modo discorsivo e con tabelle specifiche e dettagliate tutto quanto sinteticamente esposto nei due precedenti prospetti.

Innanzitutto descrive i criteri di valutazione e classificazione adottati dall’azienda e soprattutto descrive le variazioni negli stessi da un anno all’altro (se vi sono state); difatti il cambiamento di un criterio valutativo può far variare anche notevolmente la cifra che scaturisce dalla valutazione stessa. Inoltre attraverso la giusta miscelazione di tabelle numeriche e di commenti sviscera, amplia, chiarisce, descrive ogni numero che necessita di essere chiarito al di là della “freddezza del dato numerico”.

E’ importante sapere che, normalmente, è dalla Nota Integrativa che si traggono le maggiori e migliori informazioni, grazie proprio al suo carattere di documento “misto” (fatto di cifre ma anche di spiegazioni di come si sono calcolate le somme e cosa queste significhino).

Detto in altre parole la nota integrativa risponde spesso ai “perché” che ci si pone leggendo gli elenchi di numeri dello stato patrimoniale e del conto economico.

AD: Lo Stato Patrimoniale è “la foto” del patrimonio aziendale; il Conto Economico rappresenta le entrate/uscite; la Nota integrativa “la spiegazione” dei primi due… Molto chiaro e sintetico!
Questi 3 elementi costituiscono il Bilancio vero e proprio.
Poi, in aggiunta, possono esserci anche altri documenti, giusto?

RT: Esatto! Sono la relazione sulla Gestione e la relazione del Collegio Sindacale.

AD: Una per volta! Incominciamo con la Relazione sulla Gestione…

RT: La relazione sulla gestione ha proprio il compito di rendere una panoramica generale dell’azienda, della sua attività, dei fatti salienti e prevalenti occorsi durante l’esercizio e di  quelli occorsi nel periodo tra la data di fine esercizio (normalmente per convenzione il 31 dicembre di ogni anno) e la data di redazione della relazione stessa (normalmente intorno al mese di marzo dell’anno successivo a quello in commento).

Questo documento indica anche delle previsioni sull’evoluzione della gestione.

In quest’ultimo caso il documento in oggetto fornisce quello che gli anglosassoni usano definire con il termine di “Forecast” (previsione futura).

AD: … e la Relazione del Collegio Sindacale?

RT: Vi sono poi, casi particolari, in cui la società è obbligata per Legge ad avere un organo esterno che effettui sulla stessa un controllo periodico di carattere tanto prettamente contabile quanto legale. Tale organo (che oltre che essere obbligatorio può ovviamente anche essere istituito volontariamente) si chiama Collegio Sindacale.

E’ normalmente composto da alcuni membri che di norma sono Commercialisti e Revisori dei conti che sono autorizzati a svolgere potenzialmente tali mansioni e che vengono qui chiamati “Sindaci” (da qui il nome Collegio “sindacale” che non è assolutamente  da confondere con i Sindacati!).

Trattasi di professionisti esterni all’azienda ed indipendenti. Il loro compito, oltre quello di svolgere dei controlli trimestrali, che vanno annotati su un apposito registro aziendale, è anche quello di esprimere il loro giudizio sul documento aziendale più riepilogativo ed importante: il Bilancio.

Normalmente il parere di questo organo è sempre positivo; ma, a causa e grazie anche al fatto che di recente la normativa ha aumentato la responsabilità personale dei membri del Collegio Sindacale, non è infrequente ultimamente leggere relazioni dei Sindaci che contestano o non approvano determinate azioni aziendali, o nei casi più eclatanti, arrivano a non approvare l’intero bilancio.

AD: Veramente un mondo affascinante!
Dobbiamo ancora una volta ringraziare il Dott. Roberto Todeschini che riesce a condurci all’interno dell’intricata materia economica con grande chiarezza e semplicità espositiva.
Grazie a queste sintetiche spiegazioni siamo sicuri di aver aiutato molti nostri lettori a farsi un’idea più chiara del Bilancio in Italia.

 

ROBERTO TODESCHINI

Roberto Todeschini , 45enne dirigente d’azienda.

Attualmente C.F.O. di un Gruppo Metalmeccanico Milanese.

Per 10 anni, già Direttore Amministrativo e Controller  – sempre nel campo della metalmeccanica – dopo essere stato Responsabile della Contabilità Generale di un notissimo gruppo tessile italiano leader nel mondo.

 

 

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